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Violenze contro cristiani: ne parlano al Consiglio Onu

La notizia è tratta da Vaticaninsider.it. Riporta della denuncia operata da mons. Silvano Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu a Ginevra, durante la 20/ma sessione del Consiglio Onu dei diritti umani.

La Santa Sede da sempre porta avanti la difesa della libertà religiosa. I “casi molto eclatanti in Nigeria, in Kenya” dove credenti e soprattutto cristiani sono bombardati mentre sono riuniti per pregare”. “C’è un legame tra il rispetto dei diritti umani e la possibilità della libertà religiosa in particolare e la possibilità di vivere assieme pacificamente”.

Sede Onu a Ginevra

Sede Onu a Ginevra

La mobilitazione italiana è stata molto apprezzata dal Vescovo Kaigama in visita alla Camera dei Deputati. Non fermiamo la mobilitazione

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In Kenya musulmani e cristiani proteggono le chiese

In Kenya, dopo l’attacco che ha ucciso numerosi cristiani, la popolazione si organizza per formare gruppi di autodifesa che proteggano le chiese.

La particolarità è che sono musulmani e cristiani a proteggersi insieme. Lo si apprende da questa notizia della BBC. “Non permetteremo a questo paese di cadere in divisioni settarie. Chi vuole questo ovviamente fallirà”. “Abbiamo deciso di stare tutti insieme come un fronte unito”. Le chiese che avranno questa protezione saranno circa 30. “Il servizio alle chiese non verrà esercitato solo a Garissa, ma in qualunque altro luogo che i cristiani riterrà opportuno”.

Una prospettiva di speranza e un esempio di convivenza tra etnie e religioni.

Rukuba. Una chiesa cristiana sventrata dall'esplosione di una bomba dei Boko Haram nel 2011.

Rukuba. Una chiesa cristiana sventrata dall’esplosione di una bomba dei Boko Haram nel 2011.

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La regia dietro agli attentati ai cristiani in Africa

“In molti paesi africani, la violenza di matrice religiosa viene utilizzata per perseguire obiettivi politici”. Lo afferma Mario Mauro, deputato del Parlamento Europeo, in un’intervista a Il Sussidiario.net. Mauro è da anni impegnato sul tema della difesa della libertà religiosa legato alla presenza dei cristiani nel mondo.

In sintesti conferma che la situazione in alcuni paesi africani è così caotica da essere il miglior habitat per l’islamismo radicale e terroristico: “senza istituzioni, tra la guerra e una povertà inimmaginabile, la gente non sa dove guardare e questi gruppi hanno una capacità di reclutamento che cresce e si espande sempre di più”.

Che fare? “La coesistenza sembra essere un vero miraggio. L’intervento della comunità internazionale, anche militare, è sempre più urgente. Solo un intervento esterno potrà garantire le condizioni di vivibilità e il rispetto dei diritti umani, primo fra tutti la libertà religiosa. Come ho già fatto per la Nigeria, anche per la situazione al confine tra Somali e Kenya mi farò nei prossimi giorni promotore di un appello ‘ai governi europei perché si coordinino con urgenza facendo pressioni sulla comunità internazionale per favorire l’invio di un contingente delle Nazioni Unite”.

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Ecco lo scopo di Boko Haram (Mons. Kaigama)

Avvenire riporta l’intervista a Mons. Kaigama che vi invitiamo a leggere integralmente.

In particolare quando gli viene chiesto:
Negli ultimi mesi, Boko Haram ha moltiplicato gli attacchi alle chiese. Domenica i fondamentalisti di al-Shabaab hanno colpito due edifici religiosi in Kenya. Qual è la strategia degli estremisti?
Non conosco l’intento degli shabaab. Ma ho avuto modo di analizzare quello di Boko Haram. Questo gruppo è formato da una minoranza di musulmani integralisti che pretende di “purificare” l’islam. Pian piano, la setta ha sviluppato un interesse politico e ha cominciato ad attaccare edifici governativi, sedi istituzionali, giornali, tv, banche. Negli ultimi tempi, nel mirino sono finite soprattutto le chiese, e in particolare le chiese cattoliche. Per un motivo che ha poco a che vedere con la religione.

Boko Haram sa che colpire gli edifici sacri significa provocare un forte impatto sull’opinione pubblica. Se attaccano una banca, pochi ne parlano. Quando devastano una chiesa la notizia rimbalza dentro e fuori il Paese con una velocità sorprendente. Non solo. Il gruppo cerca di fomentare il caos e accendere la miccia dell’odio religioso, esacerbando le tensioni tra le due comunità.

Di fronte a quest’odio, tu rimani indifferente? Allora

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Frattini: basta alla persecuzione dei cristiani in Kenia e Nigeria

Pubblicata da Avvenire l’intervista a Franco Frattini, ex Ministro degli Esteri e promotore insieme a Maurizio Lupi, Walter Veltroni e il Ministro Riccardi dell’appello bipartisan a difesa dei cristiani in Nigeria.

Risuonano come un ultimatum le parole di Frattini: “Ora basta. Basta all’impunità per i terroristi e basta alla persecuzione degli innocenti. Ora diritti in cambio di aiuti, fondi economici in cambio di certezze politiche”. Di fronte alle mosse dell’Europa i paesi africani non reagiscono e si prendono gioco della comunità internazionale.

E i fatti identificati da Frattini sono: “c’è un fondo europeo per gli aiuti allo sviluppo dei Paesi poveri. Bene, la sola quota italiana di partecipazione supera il miliardo di euro l’anno… Non può finire a governi che dimenticano i diritti dei cristiani. Lo diremo con forza: Dateci più diritti per tutti e noi saremo più generosi. E l’idea di more for more, noi vi diamo di più, se farete di più”.

Leggi l’intervista completa a Franco Frattini.

Kaduna. Un ferito viene trasportato in ospedale dopo essere sopravvissuto all'esplosione di una bomba in una chiesa cristiana.

Kaduna. Un ferito viene trasportato in ospedale dopo essere sopravvissuto all’esplosione di una bomba in una chiesa cristiana.

Dai forza alla mobilitazione

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Sangue cristiano scorre: tu cosa fai per questo?

Dopo il recente attentato in Kenya che ha ucciso oltre 17 cristiani riuniti per la messa, vanno ricordati anche tutti gli altri massacri che da anni si reiterano contro i cristiani di tutto il mondo.

Questo articolo de La Stampa ne riunisce i principali parlando di Africa, Medio Oriente e Asia: ovvimanete si parte dalla Nigeria che è da anni macchiata di sangue innocente e in cui dall’inizio dell’anno sono stati uccisi oltre 600 fedeli. l’Egitto ha una forte comunità cristiana dove a Capodanno 2011 sono morti in un attentato oltre 20 persone. Ma ci sono altri sanguinosi precedenti. In Iraq si denunciano persecuzioni e violenze che hanno causato la fuga di migliaia di persone. In Pakistan la violenza ha ucciso la madre di 5 filgi accusata di blasfemia e molte ragazze cristiane sono costrette a convertirsi all’islam. Anche l’India è fortemente a rischio per un clima di terrore e minacce continue. Perfino nelle Filippine la situazione non è migliore a causa di gruppi islamici legati ad Al Qaeda.

DICIAMO BASTA ALLA PERSECUZIONE: FIRMA LA PETIZIONE

Nigeria Christians vow to defend themselves

Nigeria Christians vow to defend themselves


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Dietro al sangue cristiani in Kenya e in Nigeria

Diamo parola a chi conosce la politica estera e può spiegare con autorevolezza il retroscena di questi sanguinosi attentati. Nell’intervista a Il Sussidiario.net Guido Olimpio, editorialista di politica estera del Corriere della Sera risponde che Somalia, Nigeria, ora anche il Kenya e tutta l’area del Sahel, offre le condizioni per questi fatti. Sono territori che per motivi politici, di sicurezza, per i confini ampi, gli scarsi controlli e una base ideologica di supporto vengono trasformati in aree dove gruppi di questo tipo possono lanciare attacchi e organizzare azioni devastanti.

Sono gruppi legati al terrorismo che sperano in ritorsioni, rappresaglie e altra violenza anche per destabilizzare i governi. Inoltre ottengono molta eco a livello internazionale, basta pensare ai molti richiami di Papa Benedetto XVI.

Per il futuro si aspetta, purtroppo, altri attacchi perchè il terrorismo è difficile da contrastare per le autorità locali che possono solo aumentare le misure di sicurezza per ridurre la minaccia.

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Kano. Sepoltura di massa dopo gli attentati a due chiese cristiane.

Kano. Sepoltura di massa dopo gli attentati a due chiese cristiane.

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La strage dei cristiani in Kenya ci riguarda

Un’altra maledetta domenica di sangue.

Ieri domenica 1 luglio, in Kenya almeno 17 cristiani sono stati barbaramente ammazzati e 45 persone sono rimaste ferite in due diversi attacchi contro due chiese. Attacchi simultanei e pianificati da un commando di terroristi che indossavano passamontagna per non farsi riconoscere.

Gli attacchi alle chiese sono stati immediatamente condannati dal Consiglio Supremo dei musulmani in Kenya che ha inviato le condoglianze alle famiglie della vittime. Le fonti attribuiscono la strage alle milizie islamiste di al Shabaab.

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Immediata anche la condanna della Santa Sede Continua a leggere

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Domenica di sangue: 10 cristiani morti in Kenya

Non si placa la violenza omicida contro i cristiani in Africa. I nuovi aggiornamenti parlano già di 17 morti.

Questa domenica di sangue è toccata ai cristiani del Kenya durante le celebrazioni domenicali: lo riferisce anche il Corriere della Sera. L’attacco coordinato è stato sferrato da un commando di terroristi che indossavano passamontagna contro una chiesa cattolica e una chiesa cristiana indipendente.

nairobi_attentati_contro_cristiani_kenya

Secondo quanto riferito dal capo della polizia provinciale,

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